Sembrava una formalità, il 21 gennaio scorso, l’approvazione definitiva della proposta di legge di iniziativa parlamentare sull’omicidio stradale. E invece alla Camera c'è un colpo di scena: su uno dei due emendamenti proposti dall’opposizione la maggioranza (e il governo, che aveva espresso parere contrario) va sotto. La modifica è minima, non intacca l’impianto della norma, ma il testo deve necessariamente tornare al Senato per la quinta lettura. Sembra questione di giorni, giusto il tempo tecnico per un veloce passaggio in commissione Giustizia, che effettivamente lo approva senza ulteriori modifiche il 28 gennaio, e poi il voto (scontato?) dell’aula. E invece del provvedimento si perdono le tracce. Passa una settimana e non accade nulla. Ne passa una seconda e non succede niente. Inizia la terza e nel calendario dei lavori dell’aula fino al 25 febbraio dell’omicidio stradale non v’è traccia. Mistero? In realtà una spiegazione "ufficiale" ci sarebbe: Palazzo Madama è impegnato nella discussione sulle unioni civili. E non ha tempo, in questo momento, per mandare in Gazzetta Ufficiale una legge di cui si parla da anni, che l’opinione pubblica chiede a gran voce, abbondantemente masticata, anzi ormai digerita, dallo stesso parlamento (incardinata nel 2013, approvata dal Senato il 15 giugno 2015, approvata con modificazioni dalla Camera il 28 ottobre 2015, approvata con modificazioni dal Senato il 10 dicembre 2015, approvata con modificazioni dalla Camera il 28 gennaio 2016). In effetti, sfortuna ha voluto che l'omicidio stradale abbia incontrato sulla sua strada uno dei più complessi e controversi provvedimenti dell’intera legislatura, quello sulle unioni civili, un testo attorno al quale da settimane ci si sta accapigliando, non solo nelle stanze del Senato. E sfortuna (?) ha voluto che non vi sia stato (finora) modo, tra l'ufficio di presidenza e la conferenza dei capigruppo, di inserire l'omicidio stradale nel calendario dei lavori. Non sia mai, troppo difficile trovare uno “strapuntino”, giusto un paio d’ore, per l’ultimo voto... A meno che (a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre), vista l'aria che tira a Palazzo Madama e considerati i risicati margini della maggioranza, tra le fila del Pd non si sia pensato che, forse, è meglio aspettare che le acque della politica si calmino un po'. L’omicidio stradale, in fondo, può attendere.