Quando si dice un’amministrazione al servizio del cittadino. Qualche giorno fa il ministero dell’interno ha emanato una circolare con la quale precisa che “nei pagamenti tramite conto corrente e bonifico bancario ovvero con altri strumenti di pagamento elettronico, l'effetto liberatorio per il pagatore, e quindi la definizione del verbale, si ha alla data di accredito dell'importo sul conto dell'organo di polizia stradale” e non dalla data in cui tale pagamento è effettuato, come logica e giustizia vorrebbero. Insomma, il termine di 60 giorni dalla notifica del verbale (o di cinque giorni per usufruire dello sconto del 30%) non è esattamente di 60 giorni se si decide di pagare, ammesso che si possa, con un bonifico bancario o, chessò, con la carta di credito. In quel caso, infatti, il termine si accorcia del tempo necessario all’accredito della somma sul conto corrente della polizia. Giorni che, però, non sono necessariamente noti al “trasgressore” e che, peraltro, possono variare a seconda dello “strumento elettronico di pagamento” o di chi lo gestisce. Insomma, un termine a geometria variabile, che però il cittadino non conosce. Delle due l’una. O si tratta di un indiretto (involontario?) favore a Poste Italiane per incentivare il classico versamento postale oppure si tratta di una, l’ennesima, trappola per i cittadini. I quali, certo, sono avvisati, ma chissà quanti non lo sanno e non lo sapranno. O meglio, lo sapranno due o tre o quattro anni dopo, quando, con loro grande sorpresa, riceveranno una cartella esattoriale, pari all’importo della multa già pagata (il doppio della sanzione detratto l’importo versato) più, ovviamente spese e maggiorazioni varie. Perché? Per aver pagato la multa rigorosamente nei termini, ma con pagamento elettronico, cioè con valuta per il beneficiario oltre il sessantesimo (o quinto in caso di sconto) giorno. Un classico esempio di amministrazione, moderna, efficiente e, soprattutto, al servizio del cittadino. Chapeau.