Immagine tratta dal filmato pubblicato su Youtube con la Bugatti a folle velocità

In Germania sta per crollare un pilastro della circolazione: nel nuovo Governo si vogliono imporre limiti di velocità su tutte le autostrade. Non è sicuro che succeda perché favorevoli e contrari ancora si equivalgono, ma se quel cretino con la Bugatti non avesse…

C’è sempre una goccia che fa traboccare il vaso e questa volta avrebbe anche un nome e un cognome: Raim Passer, un milionario ceco che ha percorso un tratto dell’autostrada A2 tra Berlino e Hannover viaggiando con la sua Bugatti Chiron a velocità folle filmando tutto e pubblicando il video su Youtube aggiungendoci questa lapidaria frase: «Ringraziamo Dio per la sicurezza e le buone circostanze, poiché siamo riusciti a raggiungere la velocità di 414 km/h!»

Nel video si vede la Bugatti che sfreccia superando molte vetture che al suo confronto sembrano ferme, e ovviamente ha molto impressionato l’opinione pubblica perché è stato ripreso anche da molti media.

Questo episodio è servito al Partito dei Verdi, che adesso fa parte della coalizione di Governo, e pure alla grande onda ambientalista trasversale a tutti i partiti, per risollevare il problema delle autostrade senza limiti di velocità e che rappresentano il 70% delle rete tedesca  (nelle altre si viaggia a 100 all’ora).

Gli oppositori dei tratti liberi chiedono un massimo di 130 orari ma non per ragioni di sicurezza, anche se l’operato del folle guidatore della Bugatti ha posto questo problema, bensì come misura ambientale per impedire alle auto di consumare quelle grandi quantità di carburante che sono necessarie per raggiungere velocità elevate.

Da parte dei conservatori, si obietta che gli incidenti legati alla velocità sono tutto sommato pochi, pochissimi nel confronto con  quelli sulle strade a velocità controllata oppure nei centri urbani, un dato che si registra anche negli altri Paesi europei dove le autostrade sono ancora molto sicure rispetto alla strade secondarie caratterizzate da curve pericolose, incroci a raso, tratti esposti e scarsa manutenzione.  Pericoli che si aggiungono alla distrazione e alla guida sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti che rimangono in Europa le prime cause di rischio.

Proprio per evitare per evitare obiezioni legate alla velocità nel senso di causa di incidentalità stradale, viene presentata la tutela dell’ambiente come ragione primaria di ridurre le emissioni, con la conseguente necessità di limitare le prestazioni dei veicoli.

Se ne discuterà a breve, e i tedeschi al volante tremano: un caposaldo della loro diversità dal resto del mondo potrebbe crollare con prevedibili conseguenze per l’industria automobilistica locale  già alle prese con la transizione verso l’elettrico che va a braccetto con il crollo delle vendite sui mercati europei.