Probabilmente la Mercedes Classe S Cabrio, per quanto molto bella, non è la vettura scoperta più attraente in circolazione, ma la Classe s Coupé il premio estetico come numero 1 tra le coupé rischia proprio di portarselo a casa.

Per la casa della Stella queste due vetture restano un biglietto da visita eccezionale perché sono nell’alto di gamma di una marca che il lusso l’ha sempre avuto nel suo DNA e perché sotto il cofano propongono una tecnologia raffinatissima. In sintesi coniugano al meglio sportività con sobrietà e confort, in pratica i pilastri su cui si è costruito il mito Mercedes.

Però, e ogni giorno che passa c’è sempre un però in più a complicare la vita dei costruttori di automobili, il futuro di questi due modelli è segnato in negativo perché nei giorni scorsi il numero uno di Daimler, Ola Kallenius, ha comunicato che quando usciranno di scena non avranno successori.

Lo ha fatto in occasione della presentazione del bilancio 2019 quando si è parlato anche un piano di 15 mila esuberi, ben il 50% in più di quelli inizialmente previsti, e di tutta una serie di disinvestimenti riguardo i progetti considerati in perdita.

Purtroppo il crollo delle vendite che da molti anni in qua ha accompagnato prima le vetture scoperte e poi le coupé ha toccato anche i le versioni più alto di gamma e questo di Mercedes è un segnale forte di resa. Ormai ci vuole molto coraggio a sfornare vetture sportive (escluse le hypercar o i modelli di brand iconici come Ferrari, Lamborghini oppure Porsche) perché il mercato non premia gli sforzi. Se ne accorge quotidianamente chi con coraggio ci prova ancora: tutti battono le mani alla presentazione però poi i numeri si rivelano impietosi e in casa nostra lo si è visto con la fine anticipata di modelli che pur tanto erano piaciuti, la Fiat 124 spider e l’Alfa 4C.

L’auto come oggetto da godersi è il nuovo vero lusso che si possono godere in pochi lasciando lo spazio all’auto per spostarsi, per caricare e pure per essere più facilmente rivendibile. In Italia resta il capriccio di chi va in pensione e si vuole regalare il sogno di una vita, non certo dei più giovani che devono lottare con la ricerca di un posto di lavoro e con stipendi sempre meno attrattivi oppure di quelli che i quattrini li hanno ma non hanno dentro di loro la passione per la guida, peraltro mortificata da strade così trafficate dove sfogarsi è pura utopia oltre che un pericolo esagerato.

Fatto sta che soprattutto le spider, ma negli ultimi anni anche le coupé, sono diventate mosche bianche, sparite sulle strade e sparite anche dai listini con grande dispiacere dei troppi che le amano e che però non le comperano.