Un incidente stradale su quattro avviene nei primi tre minuti di guida, e un altro 14% nei primi sei. Lo dice uno studio di Dolphin Technologies che per due anni consecutivi (2018 e 2019) ha studiato il comportamento di 40 mila automobilisti e constatato la bellezza di 1.986 sinistri.

Ormai il livello statistico delle ricerche raggiunge risultati estremamente affidabili, in più 40 mila casi sono un panel incredibilmente elevato rispetto alla media degli studi. Dunque si deve dedurre che accada proprio così, anche se la cosa in sé può sembrare un po’ strana in quanto si penserebbe più alla stanchezza al volante come causa principale degli incidenti mescolata ovviamente a tutte le ragioni che ben si conoscono e che nell’ordine mettono al primo posto la distrazione seguita dalla velocità, dall’alcol, dalle droghe e soltanto al quinto posto la fatica.

In realtà il risultato della ricerca va letto bene: le cifre che hanno così impressionato sono relative agli spostamenti brevi, normalmente quelli sotto la mezz’ora perché si è stimato che l’87% degli spostamenti in auto sta sotto questa fascia temporale. Al contrario nel restante 13% dei casi si vede invece che i rischi di incidente salgono di due volte e mezzo rispetto a chi percorre brevi distanze perché subentrano via via altri fattori quali la stanchezza, la noia e la distrazione.

Comunque il dato in alto fa impressione perché l’uso dell’auto per fare casa-lavoro, incontrare amici e parenti, portare i figli a scuola, andare a fare sport e così via sono la quasi totalità degli spostamenti, e allora meglio fare attenzione perché sembra proprio che il pericolo sia dietro l’angolo. Avete esperienze personali al riguardo?