I frequentatori più assidui e longevi di questo blog ricordano che io sostengo da sempre che tutti i trend automobilistici che si affacciano, e poi prendono forma, sono stati puntualmente anticipati sul mercato americano. Spesso sull’onda di quanto si vedeva al cinema, e poi più avanti grazie alla rete, le mode e le passioni d’oltre oceano sono arrivate da noi. Station Wagon, Mpv, Suv, Pickup e adesso Crossover sono gli esempi più facili da prendere ad esempio, ma si può dire lo stesso per il pagamento a rate e, in tempi più recenti, per la formula dei finanziamenti all’acquisto.Ecco, da qualche anno in qua, allorché si entra in concessionaria si guardati con molto fastidio se s’intende pagare in una botta sola. Ovviamente c’è un perché: con un mercato che è caratterizzato dall’ansia dello sconto finale, il margine di guadagno su ogni vettura venduta si è ridotto agli spiccioli. Per rendere meno indigesto il boccone arriva allora il finanziamento: un sistema di pagamento comodo, meno doloroso per le tasche di chi acquista e capace di stornare una parte degli interessi sul prestito a chi avvia la pratica. Il principio di per sé è diabolico perché mette d’accordo tutti; quelli che debbono spendere, chi presta il denaro perché ne ha un ricavo a un tasso più alto di quello di tanti altri investimenti, e per chi sul campo combina l’affare.Ma se guardiamo agli Stati Uniti, e bisogna farlo sempre perché lì c’è il laboratorio del mondo, non dobbiamo importare soltanto le mode ma leggere in anticipo quello che alla lunga non funziona.La lezione dei mutui subprime, i finanziamenti facili per l’acquisto di casa a persone che poi non sono state in grado di mantenere gli impegni, sono stati in tempi recenti alla base della crisi finanziaria globale di cui soffriamo ancora le conseguenze.Adesso da quelle parti si sta profilando un rischio analogo: troppi acquisti facili di automobili con prestiti non sufficientemente coperti. Così se da un lato si assiste a un mercato auto che sta tornando a livelli record, dall’altro il totale dei prestiti per l’acquisto di vetture ha raggiunto il trilione di dollari, cioè ben mille miliardi. Una cifra esagerata che le banche hanno “coperto” con l’emissione di obbligazioni a loro volte rivendute sul mercato. Però adesso si scopre che da quelle parti già il 12% dei prestiti-auto subisce ritardi nei pagamenti di oltre 30 giorni, e in molti casi sono iniziati i sequestri dei veicoli per insolvenza. Un film già visto. Ergo: rallentiamo un po’ il processo. E torniamo a salutare con più entusiasmo chi si presenta in concessionaria e può pagare con moneta sonante. Meno finanza e più sostanza. Sarà più tranquillizzante per tutti.