In Toyota hanno coraggio e soprattutto passione. Perché insistere con una coupé divertente da guidare, con 234 CV, neanche 1300 kg., cambio manuale e trazione posteriore che profuma di passato, è proprio andare contro il nuovo che avanza. Purtroppo, a dispetto di un prezzo a suo modo accessibile, di GR86 ne venderanno poche anche se la sogneranno in molti.

Dietro a tutto questo insistere su una vettura di sapore c’è l’amore per lo sport automobilistico del grande capo Akio Toyoda, nipote del fondatore dell’azienda e pilota in circuito ogni volta che ne ha occasione.

Toyoda ama guidare e ha preso spesso posizioni piuttosto critiche verso l’elettrico che avanza, al punto che molti azionisti lo hanno messo nel mirino temendo che il colosso giapponese arrivi in ritardo rispetto alla concorrenza nel mercato delle vetture esclusivamente alla spina.

Questo però non succederà perché in Giappone gli studi continuano con lo stesso impegno con cui trent’anni fa si tuffarono sull’ibrido a cui nessuno pensava e soprattutto credeva. Ma Toyoda non vuole lasciare intentate nessuna possibilità: ibrido, ibrido plug-in, idrogeno, elettrico e anche i motori a combustione interna che rimangono i più diffusi nei cinque continenti e che restano ancora i più richiesti sul mercato mondiale.

Riproporre una coupé sportiva  è allora a suo modo una sfida che va contro un declino ormai ventennale di questo tipo di vetture. In Giappone contano sulla presenza capillare in tutti i mercati mondiali di Toyota e quindi su una rete di vendita che anche sommando piccoli numeri può assicurare sempre un totale interessante. Si tratta di coltivare una nicchia, gratificare quei clienti che amano guidare piuttosto che limitarsi a consumare strada. Si tratta di un vero inno alla gioia nel mare di proposte sempre più uguali e sempre meno eccitanti.

So che dentro questo bar di fedelissimi sarete in tanti a battere le mani, anche se alla fine quasi nessuno si farà tentare da un acquisto che di questi tempi può risultare scomodo perché il carburante costa, perché si sta molto sacrificati se ci si deve salire in quattro, perché la moglie preferisce una vettura più comoda, più alta, più spaziosa. Perché se si viaggia in autostrada il cambio automatico elimina molto stress, perché poi i bagagli dove si mettono, e via con tutte quelle esigenze che con il tempo sono diventate irrinunciabili.

Però vivere è anche qualcos’altro, è ribellarsi a tutte le logiche imposte dal buonsenso che va per la maggiore e mettersi il cuore in gola con una scalata quarta-seconda con contemporaneo rilascio violento della frizione per tenere il muso dove serve, e chissenefrega se il posteriore allarga con violenza. La GR86 è una di quelle auto che non va soltanto a benzina ma anche ad adrenalina che non è una cosa negativa, anzi: come insegnano le enciclopedie l’adrenalina ci fa sentire bene, aumenta la potenza del cervello, migliora le funzioni organiche, consente il recupero e assicura sempre qualcosa da raccontare.

Non la comprerete, seppure malincuore? Provatela, almeno. Anche senza osare alcunché vi sentire gratificati almeno per un giorno. Riscoprirete che esiste ancora una cosa che va sotto la voce “piacere di guida” e non sarà una sorpresa da poco.