È la Corvette l’auto dell’anno in America. Da quelle parti scegliere una vettura sportiva come regina è più facile che in Europa perché il parco auto si divide per tre eleggendo anche le SUV e i Truck in classifiche separate, però resta significativo il risultato della Corvette che per la prima volta si presentava con il motore centrale ben poco diffuso negli States.

Perché alla fine l’abbia spuntata la Corvette, che resta una vettura sportiva e comunque sempre di nicchia, si può riassumere nella felice sintesi che ne ha dato Henry Payne, collega molto stimato del “The Detroit News”: «Una Corvette a motore centrale rappresentava un grosso rischio per l'icona della muscle car di Chevrolet. Ma a farla vincere ci hanno pensato lo stile, gli interni e le prestazioni straordinarie per un terzo del costo delle concorrenti europee comparabili.»

Già, il confronto con i listini di vendita di Porsche, Ferrari, Lamborghini oppure McLaren è impietoso perché la vettura americana, oltretutto molto bella, si può già acquistare con meno di 60 mila dollari che sono davvero pochi considerando il motore V8 e la sua potenza di 475 CV, peraltro abbinata a una tenuta di strada strepitosa anche per via dell’uso di materiali molto sofisticati come l’alluminio, la fibra di carbonio e tante parti in composito.

Bravi quelli di GM a riuscire a contenere il prezzo finale e apprezzabile anche la loro spiegazione su come ci siano riusciti: «Progettiamo auto secondo il valore delle prestazioni e sfruttiamo l'economia di scala di General Motors ovunque sia possibile per cercare di offrire tanti contenuti senza pagare un sacco di extra.» Di sicuro li aiuta anche vendere tante vetture, ma la spiegazione si può leggere anche al contrario: le vendono perché sono più accessibili della concorrenza.