A leggere gli interventi su questo blog pare che in tanti siano insofferenti all’infotainment sempre più evoluto, all’elettronica che pensa a tutto e annulla il piacere della guida, a tutti gli ausili in aiuto alla sicurezza. Ma davvero ne fareste a meno?

Qualche tempo fa, quando a Bologna si era ancora in zona gialla, un amico mi ha chiesto un favore: doveva portare una nonnetta della sua piccola collezione da un meccanico di fiducia appena fuori città. «Andiamo in due con due macchine perché poi lascio la Flaminia Coupé in officina e torniamo insieme.»

Perché no? L’ho considerata una piacevole opportunità per guidare quell’auto ancora bellissima, esaltata da un azzurro chiaro che mette di buonumore. Un viaggetto breve, il tempo di attraversare un po’ di città nell’ora di punta, nel tardo pomeriggio ma con traffico post Covid che è lontano parente di quello di due anni fa, e poi sulla via Emilia verso Castel San Pietro.

L’auto è tenuta in maniera maniacale e il suo motore risponde che è un piacere. In questa versione ha i 4 freni a disco che fanno il lavoro come si deve anche se bisogna pestare con giudizio per non bloccare troppo. I vetri non sono elettrici e bisogna darci di manovella, il sistema di riscaldamento funziona ancora bene ma la sua regolazione è piuttosto difficoltosa in un passaggio caldo-freddo cui bisogna fare l’abitudine e lo sterzo (ovviamente senza servo…) da fermo è durissimo mentre in movimento migliora ma è demoltiplicato in maniera esagerata per non affaticare troppo, così che bisogna girare e girare il volante prima per sterzare e poi per ritornare a ruote dritte.

Mi è piaciuto quel giro tutto sommato breve e su una vettura in assoluto molto confortevole per l’epoca. Poi però ho provato a immaginarmela per un uso quotidiano, quello che noi facciamo oggi macinando chilometri senza nemmeno badarci. Beh, oggi è tutta un’altra vita. E la si apprezza poco perché ci sembra tutto naturale come forse ci sembrava allora con quello che già c’era rispetto alle vettura di 30 anni prima.

Ma sì, l’ABS, il GPS, l’ESP, il DAB, i sedili riscaldati, l’aria condizionata, lo sbrinatore degli specchietti, il cruise control, tutti i servo possibili e immaginabili, l’Hill Holder che ti assiste nelle partenze in salita (qualcuno ricorda l’uso del freno a mano per non scivolare indietro?), l’alza-cristalli elettrico  comodissimo quando dal posto guida devi chiedere un’informazione a una persona sul marciapiede, i fari che fanno luce… Non continuo per non annoiarvi, ma adesso è proprio una pacchia guidare. È il bello del progresso che spesso attacchiamo perché ci cambia la vita faticando ad accettare che lo fa sempre in meglio sia sul piano della sicurezza che su quello della comodità. Poi sì, guidare le nonnette dà un gusto afrodisiaco. Ma a piccole dosi, come con il vino che prima ti inebria e poi ti abbatte.