L’effetto-Puma sarà una grossa boccata d’ossigeno per Ford Europa? Il tema tiene banco tra gli aficionados della casa dell’ovale blu che non sta attraversando uno dei suoi momenti più felici.

Sembra una vita ma sono passati appena dieci anni dai festeggiamenti per i risultati italiani del 2009, un’annata record per Ford Italia conclusa con una quota del 10% del mercato e con la sola Fiesta arrivata a 100 mila esemplari venduti, più di tanti marchi generalisti concorrenti con tutti i loro modelli messi assieme.

Non sono più gli stessi tempi va detto, però adesso è arrivata nella concessionarie questa piccola crossover che promette molto e incuriosisce ancor di più. Ha una linea felice, dimensioni umane e un passo lunghetto a tutto vantaggio della tenuta di strada e degli occupanti; inoltre ha un’offerta di motorizzazioni completa, compresa la versione mild hybrid perfetta per mettere nel sacco tutti quegli amministratori miopi che non sanno mai cogliere la sostanza ma a cui basta la forma per chiudere un occhio e mettersi l’anima in pace.

Il nome Puma è un recupero che riporta ad una vettura ben differente come concezione, una coupé dal prezzo accessibile per rispondere al successo sorprendente della Opel Tigra. Roba di ben oltre vent’anni fa che pagò la colpa di essere arrivata dopo (solo 130 mila esemplari venduti in 5 anni, non certo numeri da Ford) però il nome piacque ed è rimasto nella memoria. Ma l’auto di oggi mi pare di ben altra pasta e con ben differenti prospettive. Non ho la sfera di cristallo però ho la netta sensazione che quest’auto piacerà perché s’infila nel filone oggi felice delle vetture alte senza copiare troppo i limiti aerodinamici e aggressivi che vanno per la maggiore.  Insomma, tra le novità di questo inizio d’anno mi pare una di quelle da prendere molto sul serio e mi aspetto numeri molto interessanti, sebbene come sempre sarà poi il mercato a dire l’ultima parola.