Probabilmente ne eravate già convinti, ma adesso un importante ricerca lo ha messo per iscritto: gli acquisti online non decollano, gli italiani preferiscono andare in concessionaria per toccare, provare e acquistare una vettura anche se da anni i costruttori cercano di convincerci del contrario.

Areté, azienda leader nella consulenza strategica, ha portato a termine nello scorso mese di luglio una ricerca molto raffinata per indagare sul campo la diffusione dei nuovi modi di approcciarsi all’acquisto di un’auto ricavandone dati molto interessanti il primo dei quali, quello che balza subito all’occhio, è che il 95% degli italiani rigetta l’idea di comperare una macchina online.

A me, e a molti di voi qua dentro, la cosa non sorprenderà, anche se a suo tempo la Fiat (quando c’era ancora la Fiat) ci aveva provato appoggiandosi addirittura a un partner importante come Amazon: ma ancora oggi l’automobile non è un gadget e nemmeno un elettrodomestico. Ci si può informare in rete, si possono leggere sui forum dedicati i pareri di altri utenti, soprattutto si può consultare con attenzione Quattroruote, poi però il colpo d’occhio ha il suo peso, i sedili vanno provati, il volante va impugnato e ci si dve innamorare almeno un po’, altrimenti non se ne fa niente.

Entrando nel vivo della ricerca di Areté, 6 italiani su 10 preferiscono ancora procedere all’acquisto in concessionaria, 3 su 10 sono interessati a ricevere una consulenza tramite canali digitali per poi concludere la compravendita nell’autosalone e solo il 5% è pronto ad un acquisto interamente digitale. Una percentuale, quest’ultima, che sale al 16% se si prendono in considerazione solo i potenziali acquirenti sotto i 30 anni, più propensi all’utilizzo delle nuove tecnologie. 

Sarò sincero, mi sorprende di più il 5% che è disposto a comperare una macchina online del 95% che si rifiuta. È una questione di pelle prima che di logica, anche se nel corso dell’ultimo decennio in tanti che lavorano al marketing o persino numeri Uno di prestigiosi marchi abbiano provato a convincermi del contrario.

Areté con la su provata autorevolezza mi è venuta in soccorso stabilendo che a frenare la transizione verso le nuove forme di acquisto digitale sono principalmente due fattori: il 60% non sceglie questa modalità in quanto la trova complicata, poco sicura e impersonale, mentre il 32% del campione non ne vuole sapere per l’impossibilità di provare la vettura. Non a caso il  test drive è ritenuto fondamentale dal 73% degli intervistati. Poco importa se molti alla resa dei conti non sono in grado di capire o apprezzare le vere qualità di un auto mettendosi al volante per pochi chilometri (ma potremmo dire anche dopo tanti chilometri). È una questione di sensazioni che l’acquisto in rete non assicurerà mai.