Investire in un box per ricoverarci un’automobile ha ancora senso? Il tema è molto meno banale di quanto si possa credere per almeno un paio di buone ragioni: i costi e il futuro delle automobili.I COSTI. In Italia negli anni del boom economico le città videro una continua ricostruzione dopo i danni della seconda guerra mondiale, mentre le periferie erano tutto un fiorire di cantieri per dare vita a palazzi su palazzi per rispondere alla grande richiesta di alloggi . Al tempo le auto erano poche, le strade sufficientemente larghe per ospitare eventuali vetture, e i soldi faticosamente racimolati per arrivare alla prima casa non prevedevano l’aggiunta di un box. Pertanto ne vennero costruiti pochi in rapporto agli appartamenti col risultato che nel tempo la caccia al garage è diventata maniacale. Oggi parcheggiare in strada è quasi impossibile mentre tutti vorrebbero la propria auto sotto casa. Il risultato è che un appartamento vale molto di più se con box annesso, e il bene in sé è diventato preziosissimo con prezzi di vendita saliti alle stelle mano a mano che le offerte si sono fatte più scarse. In parallelo l’investimento nel box ha fruttato i soldi spesi e ancora adesso c’è chi industria per trovarne uno pur con cifre da capogiro. Ma ha ancora senso indebitarsi? La risposta è anche qui doppia: nel breve sì se l’esigenza diventa primaria, ma anche no se si pensa a una spesa oggi persino esagerata (nei grandi centri si arriva anche a 100 e passa mila euro…) come forma di investimento per rendere più preziosa la proprietà in ottica futura, cioè tra venti o trenta anni.CHE AUTO AVREMO? Già, il nuovo tema è che tutto porta a pensare a un concetto del possesso dell’automobile molto differente dall’attuale. In pratica si parla di guida autonoma, di far sparire le automobili dai centri urbani, di passare dal concetto di possesso a quello del noleggio diffuso: in pratica di fare piazza pulita delle automobili di proprietà. In sintesi, quello che un po’ tutti gli analisti e il pensiero politico corrente immaginano è un domani dove l’automobile passi da fine primario a semplice mezzo di trasporto declinabile in tanti modi, ma sempre meno come bene proprio ed esclusivo. È possibile, addirittura è molto probabile, che le automobili stiano entrando in una fase di declino storico e qualche indicatore c'è già. Per esempio anche il semplice carsharing, il numero di veicoli condivisi globalmente in Italia tra il 2013 e il 2017 è quintuplicato, mentre il numero degli iscritti e dei noleggi è cresciuto rispettivamente di diciotto e trentasette volte. Senza contare che da marzo 2017 a marzo 2018 si è riscontrato un aumento non solo del numero di auto condivise, ma anche del numero di noleggi giornalieri per auto.Se la crescita dei vari trend sarà davvero così, investire una fortuna in un box per lasciare qualcosa un domani ai figli può rivelarsi allora un’operazione miope, basata sui bisogni di oggi ma non a misura dei bisogni di domani. E prima d’infilarsi in un investimento in proporzione molto più alto che in quello di un appartamento, è bene capire per che scopo lo si vuole fare.