Ormai le automobili non vengono più rubate per poi rivenderle, ma il vero interesse sta nello smontaggio per poi piazzare i ricambi sul mercato e alla luce del sole. Meno rischi e tutto più facile. È il nuovo business della malavita legata all’automotive.

La scoperta più recente è stata effettuata dai carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano in Campania durante un controllo sul territorio: l'attenzione dei militari dell'Arma è stata attirata da un edificio apparentemente disabitato e in abbandono, nascosto dalla vegetazione in un terreno in via San Francesco a Patria. Lì le auto rubate venivano smontate per ricavare pezzi di ricambio che venivano poi rivenduti.

È successo che i carabinieri hanno notato un furgone parcheggiato in una zona troppo isolata e insospettiti hanno controllato trovando che il mezzo era sotto sequestro: Perché fosse lì non era chiaro e così sono entrati in uno stabile apparentemente abbandonato e ci hanno trovato una vera e propria officina attrezzata per lo smantellamento di ben 25 vetture, tutte recenti e piuttosto costose, alcune ancora integre e altra già cannibalizzate, e tutte puntualmente risultate rubate.

Inoltre durante il controllo sono saltate fuori anche altre 7 targhe di vetture anch’esse rubate così c’è stato l’arresto in flagrante dei due uomini presenti e al lavoro, Francesco Pugliese e Vincenzo Cecere, 40 e 38 anni, entrambi di Melito.

Il segnale è chiaro: ormai la malavita ha scelto un sistema più semplice per recuperare danaro dai veicoli rubati, sicuramente meno rischioso della vendita fuori dai confini dei veicoli interi. Anzi parrebbe che il commercio dei ricambi semi nuovi sia particolarmente fiorente (anche per l’alto costo dei ricambi originali su cui il giro d’affari è particolarmente redditizio a danno degli automobilisti) peraltro in piena concorrenza dei cinesi che ormai offrono qualsiasi pezzo attraverso la fitta rete dei rivenditori di accessori per auto.

In particolare l’irritazione degli automobilisti si indirizza soprattutto  sulla sostituzione dei fanali anteriori e posteriori che, anche per un piccolo danneggiamento di un plastica, vanno sostituiti interamente con un costo esagerato. Da qui il fiorire di offerte illegali, appunto figlie dello smantellamento di vetture rubate, oppure di pezzi non originali ma perfettamente imitati, tutti di provenienza cinese con differenze in questo caso addirittura imbarazzanti, roba del tipo di 500 euro per il ricambio della casa contro i 100 euro di quello contraffatto. Un po’ come accade da una vita con le borsette firmate oppure gli orologi con la differenza che la differenza con l’originale è molto più sottile trattandosi di plastica contro plastica o ferro contro ferro. E siccome l’auto è come il maiale (di cui non si butta via niente) ecco che la somma dei particolari rende molto di più che la svendita di un veicolo sospetto.