Notizia freschissima è che Jaguar non metterà più in commercio versioni station wagon dei suoi modelli. Anni fa si sarebbe trattato di un annuncio capace di fare scalpore, ma adesso la novella è passata (quasi) inosservata.In Europa non tirano più, sostengono molti analisti, e il solo mercato che regge ancora è quello tedesco dove però questo tipo di carrozzeria si vende soltanto sui modelli dei marchi locali. Anche in Italia il fenomeno è in flessione evidente: ormai le sw sono scese al quarto posto (dei quattro che contano perché poi vengono staccatissime le monovolume in crollo ancor più evidente) superate persino dalle fuoristrada e ormai staccate anni luce dalle crossover in ascesa costante.Ma se il disamoramento verso le famigliari segue una curva che gira verso il basso da un po’ di anni, quello che sorprende di più è che a rialzare la testa (fenomeno SUV a parte e di cui si è già parlato a lungo) sono le berline tre volumi, una tipologia che pareva vittima di una crisi irreversibile e che invece sta tornando in quota un po’ dovunque.L’auto di forma classica, quella che i bambini disegnano con più naturalezza, sta allora rivivendo un momento felice, grazie anche a molti modelli arrivati di recente nelle concessionarie. L’accoglienza sopra ogni previsione della Tipo ne è a suo modo buona testimone. A Torino erano un po’ timorosi al riguardo, ma i risultati di vendita hanno chiarito che non è la tipologia, bensì la forma, che decreta o meno il successo. Se l’auto è piacevole, se entra nelle corde del cliente, poi si vende. In caso contrario il rifiuto sarà netto.Peraltro capitò così a suo tempo con l’Alfa 156, arrivata in pieno boom delle station wagon, quando non si pensava ci potesse altro concetto di auto per soddisfare le esigenze dei clienti. Invece la 156 sparigliò i giochi perché era prima di tutto molto bella, quasi perfetta nella sua purezza di linee.Magari adesso capiterà lo stesso con la nuova Giulia, ma in un certo modo tutto le sarà più facile proprio perché il ritorno alle tre volumi non sarà da imporre ma si sta già imponendo da solo. Chi la sa lunga parla di trend nel senso di voglia di chiarezza: una tranquillizzante berlina per chi è ancora legato all’automobile tradizionale, una vettura crossover per chi vuole guidare più alto da terra. Col risultato che piano piano station wagon e monovolume convergeranno definitivamente verso le crossover e alla resa dei conti avremo soltanto due partiti, per buttarla in politica: quello conservatore e quello progressista. Alle nicchie (coupé, cabrio, spider e multispazio) qualche preferenza ma alla resa dei conti nessun peso e probabilmente nessun futuro se non a livello marginale.