Uno dei più convinti sostenitori dell’auto elettrica, tenetevi stretti alla sedia, è Leonardo Fioravanti, lo straordinario designer che può vantarsi di aver disegnato molte tra le Ferrari più belle di tutti i tempi, dalla Dino alla F40, dalla Daytona alla 288 GTO, dalla 308 GTB alla Testarossa, e così via.

Chiacchierare con lui è sempre uno spettacolo imperdibile perché mescola, già scavallati gli ottant’anni, una cultura smisurata con un pragmatismo disarmante. Sa di essere stato un grande ma non ha nessuna intenzione di smettere di creare ancora, lui come i suoi coetanei Giugiaro e Gandini, la vera “Razza Piave” del tavolo da disegno.

Quando parla del futuro che non può essere, a suo dire, nient’altro che elettrico si entusiasma che è un piacere. E rivela che il bello deve ancora venire perché per adesso, con le infrastrutture che latitano pur essendo tutt’altro che impossibile intervenire in fretta, i grandi costruttori stanno ancora prendendosi e prendendoci in giro.

Le auto EV che si sono già viste oppure quelle appena annunciate non saranno a suo dire quelle della svolta green tanto attesa: «Scordiamoci le auto tradizionali cui è stato sostituito il motore termico con quello elettrico che non potranno mai essere il domani, e non facciamoci abbagliare dall’alto di gamma che adesso pretende la scena. È relativamente facile stupire mettendo su strada vetture da centomila euro, ma la vera guerra scoppierà quando il terreno sarà seminato a dovere, quando il pubblico sarà meno ostile e quando la rete di servizi sarà in grado di soddisfare un’offerta grossa. Soltanto allora i costruttori usciranno allo scoperto con delle auto per fare grandi numeri, quelle che per adesso si guardano bene da far vedere alla concorrenza. Lo tsunami arriverà tutto assieme quando avrà un senso finito dal punto di vista industriale ed economico. Bruciarsi le carte prima non ha alcun motivo, sarebbero soltanto soldi buttati via. Oppure un senso lo ha per i marchi premium dove la presenza serve per rafforzare il brand, ma la vera guerra scoppierà quando l’Europa sarà pronta con tutto quello che serve per non lasciare a piedi milioni di vetture alimentate attraverso la spina. Quel giorno arriveranno le elettriche di massa, con un prezzo calmierato e batterie adeguate. E saranno molto diverse, decisamente all’avanguardia anche per il design, e pochi marchi arriveranno impreparati.»

Fioravanti sorride mente si scalda ed è sicuro che cascheremo dentro al futuro come sempre avviene, all’improvviso eppure senza accorgercene. Se ci limitiamo all’offerta attuale siamo tutti critici e scettici ma la rivoluzione è in atto, lavora sotto traccia per dar tempo a chi di dovere di affrontare il problema dal punto di vista tecnologico – a Berlino, dice, si può già ricaricare dai lampioni della luce – e poi scatterà il semaforo. Verde, va da sé.