Stando all’ultimo DPCM, in auto davanti ci possono stare soltanto due conviventi, altrimenti ci vuole il solo guidatore e dietro un massimo due passeggeri. Tutti, ovviamente, devono indossare la mascherina. Ma succede davvero così?

Il testo dice esattamente: “L'automobile con persone non conviventi si può usare, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. La regola vale per tutte e tre le zone colorate. L'obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore”.

Ho tentato, allora, una mia personalissima indagine, che non ha alcun valore scientifico (sia chiaro), e mi sono messo su viale Pietramellara, la strada di grande traffico che passa davanti alla stazione ferroviaria di Bologna, una città con un livello di civismo considerato sopra la media nazionale, e che cosa ho scoperto?

  1. 1)In auto circolano evidentemente soltanto conviventi, almeno sui sedili davanti, perché non ho visto nessuno al volante a mo’ di autista, e i passeggeri dietro.
  2. 2)L’uso delle mascherine è molto casuale: qualcuno le ha, molti no.
  3. 3) Nessuno viene fermato per un controllo, ma questo non sorprende perché non viene controllato nemmeno chi fa un uso sfacciato del telefonino oppure chi non sa che esistono le frecce per svoltare.

Ne deduco che dettare i comportamenti senza che poi ci siano adeguati controlli è assolutamente inutile. Ma forse è soltanto a Bologna che chi viaggia in auto fa i suoi comodi. Dalle vostre parti invece?