Povero Colin Chapman, se guarderà da lassù che cosa bolle in pentola in casa Lotus davvero si starà tarantolando visto come la pensava da vivo. Non solo il nuovo proprietario cinese Li Shufu (che possiede anche la Volvo ed è pure il principale azionista della Mercedes) vuole a breve una SUV Lotus, ma ha già imposto al management dell’ex brand inglese di chiuderla qui con le vetture a benzina, l’ultima delle quali arriverà a fine anno con un prezzo tra i 60 e i 110 mila euro.

Da questa in avanti le Lotus saranno soltanto elettriche pure, senza nessun passaggio intermedio all’ibrido. E chissenefrega della storia, delle corse e di tutto quell’heritage che ai cinesi importa zero. Il mondo adesso deve andare dove la Cina pretende e addirittura impone. Già, perché se qualcuno avesse ancora dei dubbi,  i nipoti di Mao detengono il 90% dei giacimenti mondiali di cobalto, nichel e litio e sono più avanti di tutti riguardo le conoscenze sul processo industriale per produrre le batterie.

Il recente lancio dell’Hipercar  elettrica Evija da oltre 2 milioni e mezzo di Euro per appena 130 esemplari è stato il messaggio lanciato dalla Lotus al mondo dell’auto. Questo è lo stato dell’arte che aprirà la strada a tutta la produzione che arriverà dal 2022 in avanti. Basta con la benzina che è un carburante non controllato dai cinesi e non è in linea con gli interessi economici della nazione. La conquista del mondo muove anche dal dominio delle materie prime e della tecnologia. Il primo grande passo è stato compiuto con l’elettronica di largo consumo fornendo in esclusiva le big del settore, da Apple ad Amazon, da Hp a Sony oppure a Microsoft, poi toccherà alle auto, possibilmente a tutte le auto perché anche i grandi colossi del secolo scorso dovranno scendere a patti comprando le batterie in Cina oppure facendosele in casa ma giocoforza con gli ingredienti indispensabili che si possono comperare soltanto oltre la Grande Muraglia.

È da miopi non accorgersi che giorno dopo giorno qualche cosa di occidentale passa in mani cinesi, accade senza troppo clamore perché loro stanno ben attenti a non dare troppo nell’occhio. Ma l’avanzata è continua e costante, settore dopo settore, e tutto questo passa per inevitabile. I Governi si genuflettono perché risolvono puntualmente problemi contingenti e non si accorgono della rete globale che ci sta avvolgendo, ma quando ci sveglieremo sarà troppo tardi, tutti legati mani e piedi al Dragone che ci inghiotte. Le auto non inquineranno, le aziende vinicole avranno una produzione efficientissima, le griffe della moda avranno nuovi tessuti, i porti avranno il traffico in costante crescita e il grande cassiere a Pechino costruirà nuovi forzieri. Se questa è la globalità, auguri per i nostri figli.