Ogni giorno che passa leggere i prezzi dei carburanti sui tabelloni dei distributori mette angoscia. Ormai siamo ai massimi da molti anni, ma il conflitto tra l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti ha bloccato un aumento dell’offerta di greggio. Dai 37 dollari al barile di un anno fa siamo già a 80 e si corre verso i 100.

Gli automobilisti sono preoccupati spettatori di una guerra tra i produttori che minaccia di guastarci le vacanze e in prospettiva di generare un inevitabile aumento dei prezzi al consumo per i maggiori costi dei trasporti.

Chi segue l’andamento delle borse nota il crollo del titolo Total a Parigi, di quello Exxon a New York e di quello BP a Londra. Brutta faccenda, significa che si prevedono tempi bui per le compagnie petrolifere che guadagnano di più con i costi bassi delle materie prime e non al contrario.

La posta in gioco è alta: la stabilità della ripresa economica globale nel pieno di crescenti pressioni inflazionistiche e la capacità dell’alleanza dei produttori di mantenere il controllo faticosamente conquistato sul mercato petrolifero.

Già adesso in molte località italiane si fa fatica a trovare il gasolio alla pompa fai da te sotto gli 1,5 Euro (senza parlare dei distributori in autostrada) e si calcola che ogni famiglia spenderà attorno ai 150 Euro in più durante le vacanze estive per i soli trasferimenti, ma quelli che tremano maggiormente non sono i vacanzieri ma piuttosto i pendolari, quelli che usano l’auto per andare al lavoro e non possono fare conto sui mezzi pubblici.

Il rischio più grosso? Che riparta l’inflazione. In questi anni non facili, prima per la crisi economica e poi per la pandemia, l’unica cosa che aveva tranquillizzato era l’inflazione attorno allo zero che significava prezzi abbastanza stabili e un potere d’acquisto abbastanza invariato (soprattutto per i pensionati, che ultimamente sono quelli che tengono in piedi le famiglie dei figli…) ma se quelli dell OPEC+ non troveranno un accordo in fretta, difficile perché non si vogliono incontrare, si prospettano aumenti a raffica non soltanto alla pompe ma su tutte le bollette.