In piena pandemia ci eravamo abituati un po’ bene, almeno con il costo della RC auto che era sceso di molto. Nei primi mesi del 2021 c’è però stata una crescita costante seppur ancora senza raggiungere le tariffe del 2019. E al solito il sud paga molto di più. Troppo di più.

È brutto da dire, ma le tariffe delle assicurazioni testimoniano che ci sono due Italie: se su base nazionale la crescita è di poco sotto il 4 per cento (che in un trimestre non è comunque esigua) in Calabria si è arrivati al 9,1%, in Molise al 6% e in Puglia al 5,8%.

E ci sono due Italie non soltanto riguardo all’aumento in corso, ma anche relativamente al premio medio che in Campania in aprile è stato pari a 798,56 Euro, mentre in Friuli-Venezia Giulia per la stessa polizza sono bastati 304,13 Euro, quasi un terzo della cifra.

Purtroppo l’argomento è stato trattato molte volte e sembra che proprio non si riesca a venirne a capo: le assicurazioni si lamentano perché ci sono rimborsi sempre esagerati in certe aree del Paese e l’unico modo che hanno per non dissanguarsi è quello di aumentare il costo delle tariffe. Il risultato però è ingiusto verso gli automobilisti onesti che abitano al sud e che si trovano a dover pagare per le furbate di troppi loro concittadini.

In realtà un sistema ci sarebbe: basterebbe pizzicare con le dita nella marmellata quelli che fanno i furbi, collusi spesso con periti troppo spregiudicati, ma pare che i costi per sradicare un sistema distorto siano troppo alti, più comodo allora alzare le tariffe e peggio per chi non lo merita. Morale le regioni dove si paga di meno vedono sul podio il già citato Friuli-Venezia Giulia (prezzo medio 304,13 Euro ) seguito dal Trentino-Alto Adige (326,97 Euro) e la ricca Lombardia (342,84 Euro).

Sul podio negativo ci sono invece la Campania (798,56 Euro ) seguita dalla Calabria (542,44 Euro) e dalla Puglia (494,15 Euro). Dunque il picco negativo, quello che fa proprio scalpore, rimane il Napoletano, un’area dove possedere un’automobile è davvero un lusso, peraltro anche il posto che brilla, ma è una diretta conseguenza, per il maggior numero di veicoli che viaggiano non assicurati.

Con un cinismo fuori luogo si potrebbe obiettare peggio per loro che di fatto accettano la disonestà sistematica sui danni post incidente stradale, ma in realtà non è un problema soltanto locale perché in realtà parte di quel furto reiterato a danno delle assicurazioni si ritorce su tutti. Molto meno che sui guidatori del posto, questo sì, ma per far tornare i conti un po’ grava indistintamente su tutti gli assicurati. Soluzione? Bisognerebbe una buona volta estirpare il male per normalizzare la tariffe italiane con quelle molto più basse dei principali paesi europei dove, a sentire gli addetti ai lavori, c’è molta più chiarezza sui sinistri e sui danni.