'La strada è piuttosto stretta, ma il limite di velocità varia con tratti di velocità massima consentita tra i 70 e i 90 chilometri all'ora. La signora invece viaggia costantemente sui 50 mentre dietro la coda s’allunga a dismisura perché sorpassarla è impossibile in quanto  il traffico in senso contrario è continuo.

Ecco i fatti. Giovedì 5 novembre sull’autostrada da Tarvisio a Venezia si avvistano i primi cartelloni di disagio all’innesto sulla Venezia-Milano. Verso la 17 si annunciano 2 chilometri di coda, poco più tardi ecco apparire che i chilometri sono diventati 4 e tutto lascia presagire il peggio perché anche su Google Map il tratto rosso s’allunga più veloce della luce.

L’ultima uscita prima del tappo è quella di Spinea e diversi automobilisti ne approfittano per lasciare l'autostrada, io tra questi. La strada alternativa porta a Padova passando per Mirano, Caltana, Vigonza ed è quella che scelgono in molti.

Non si tratta di un percorso molto lungo rispetto all’autostrada, al massimo un quindicina di chilometri peraltro su tratti piuttosto dritti e con presumibile scorrimento veloce.

Il flusso verso sud non è male, non ci sono molte automobili mentre in senso contrario c’è un serpentone continuo. Il sole è appena calato ed è il momento peggiore perché i fari delle auto non bucano ancora bene l’oscurità mentre brillano fastidiosamente sulle vetture che procedono in senso contrario e gli occhi si affaticano.

Venti minuti al massimo poi si potrà rientrare in autostrada, se non che da un’area di servizio esce un’utilitaria guidata da una signora prudente, molto prudente, che procede ben attenta a non superare i 50 di velocità massima. Anche se in quei rettifili si può andare a 70 oppure a 90? Sì, sempre allo stesso passo mentre dietro si forma una coda sempre più lunga perché il sorpasso sarebbe troppo pericoloso, se non impossibile, per via delle troppe vetture in senso contrario.

La pazienza in questi casi non è una qualità diffusa e dietro la signora cominciano i colpi di clacson, i lampeggi coi fari, la sequenza dei zig zag che ricordano i piloti di F1 quando cercano di mettere in temperatura le gomme.

Tra paesi attraversati e i tratti fuori dagli abitati il cruise-control della signora è sempre attivato e lavora direttamente sul piede dell’acceleratore.  Per fortuna, dopo Vigonza la strada si allarga e la colonna si butta in sorpasso. Chi può supera in maniera sicura, altri, un po’ esasperati, scartano con più avventatezza, qualcuno infine esagera con rischio proprio e del prossimo.

Non ho idea di dove sia adesso la signora al volante, se sia arrivata a casa oppure se sia ancora in marcia con l’intenzione di arrivare in Sicilia sempre su strade provinciali e velocità di crociera costante. Di sicuro ha ecceduto con la sua prudenza perché poi ha scatenato le manovre più inopportune. Avere la patente significa anche rispettare le regole e non complicare la vita al prossimo. Chi fa così andrebbe multato? Di solito chi guida i trattori al di fuori dei campi quando si accorge di rallentare la circolazione appena può si sposta, rallenta, a volte anche si ferma, e fa scorrere la circolazione. Ma la signora non guidava un trattore, magari era soltanto al telefonino chiacchierando amabilmente con un’amica e non voleva correre rischi al volante. Di sicuro s’è beccata più cancheri lei di un arbitro in un derby a San Siro.