Salvo sorprese, nella seconda metà del 2021 sono attesi 23 modelli nuovi sul mercato italiano, di questi solo 6 avranno motorizzazioni tradizionali,  9 saranno vetture ibride e 8 saranno full electric. In che direzione il mondo auto stia andando non ci sono più dubbi, ma ho visto anche una nonnetta da andare giù di testa...

Se si esclude la Maserati MC20, con il suo rivoluzionario motore Nettuno 6 cilindri con precamera, saranno per così dire classiche soltanto le nuove Seat Arona e Ibiza, le Skoda Fabia e Kodiaq e la Volkswagen Polo. Di fatto queste ultime tutte auto del Gruppo Volkaswagen, peraltro quello che ha annunciato di investire di più nell’elettrico puro. Sono comunque tutte auto dal listino accessibile e che non vogliono rinunciare a una clientela sicura, attenta al portafoglio e desiderosa di motori con una solida storia alle spalle.

Cavalcano l’ibrido le novità dell'armata Stellantis (Citroen CX, DS4, 500X Cabrio, Jeep Grand Cherokee, Opel Astra e Peugeot 308) cui si aggiungono la Honda HR-V, la Toyota Yaris Cross e la Mercedes Classe C.

Infine le elettriche pure, che sono un vero esercito perché vanno ad arricchire un listino che conta già su 24 proposte. Qui la tendenza guarda soprattutto a chi ha il portafoglio pieno: Audi Q4 E-Tron Sportback, le BMW i4 e iX, la Kia EV6 e la Tesla Model Y. Probabilmente meno costosa potrebbe essere la Hyundai Ioniq 5 e altrettanto dovrebbe essere per la Nissan Ariya mentre sarà tutta da vedere l’attesa Dacia Spring che potrebbe segnare una svolta col suo prezzo di partenza atteso sotto i 20 mila Euro. Convincerà i più scettici?

Nei giorni scorsi sono comunque andato dalle parti di Valeggio sul Mincio dove uno straordinario appassionato, Davide Gerosa ha ricostruito la potentissima Audi Sport Quattro con cui Walter Rohrl vinse il rally di Montecarlo del 1984. Quell’auto era andata distrutta, ma era una versione speciale ultra alleggerita e mai più riproposta. È stato un lavoro pazzesco, con la supervisione della stessa Audi, perfetto in ogni minimo particolare. Mostrandola, il suo proprietario si è fatto scappare queste parole: «Quando la porto in giro, anche sul carrello, si fermano tutti a guardarla e ad ammirarla. È un’auto di 40 anni fa e non sono quale delle vetture che nascono oggi saranno altrettanto apprezzate nel 2061…»

Secondo voi?