A Reggio Emilia sono stati multati 11 genitori perché portavano a scuola dei bambini (presumibilmente i loro figli) senza utilizzare le cinture di sicurezza e addirittura con già lo zaino in spalla. Un po’ come quelli che li abbandonano in auto col freddo o col caldo. Ma basta per loro una multa?

Con le contravvenzioni, si sa, si fa cassa molto di più che con i ritiri di patente o con la sottrazione dei punti, però il degrado si alimenta anche con punizioni inadeguate annacquate da controlli sempre blandi.

Resta il fatto che un evento come questo, a seguito di un ottimo controllo una volta tanto da parte della Polizia Municipale, viene confinato tra le brevi su qualche quotidiano locale, salvo poi ricorrere al titolone in prima pagina quando succede la disgrazia, aggiungendo sempre a parziale discolpa dei genitori a volte la fretta, altre volte la distrazione (correvo al lavoro, mi sono dimenticato che era in auto seduto dietro e l’ho chiuso dentro…).

In Italia circolano, a sentire le cifre ufficiali, 36 milioni di veicoli anche se qualche milione è finito rottamato senza che nessuno alla Motorizzazione lo sappia, significa che i patentati in giro sono molti di più con in percentuale un numero sempre crescente di distratti al volante.

Perché tanti? Io ho una mia idea maturata col passare degli anni: perché le automobili sono sempre più facili da guidare e sempre più sicure. Se non c’è impegno non c’è nemmeno attenzione e lo si vede continuamente perché chi guida non mette più la freccia, zigzaga spesso e volentieri, rallenta senza ragione per controllare qualcosa sul cruscotto oppure per leggere qualcosa a bordo strada, telefona e litiga, beve e mangia, non si preoccupa della sicurezza dei bambini e ogni tanto li dimentica pure dentro l’auto.

L’imbarbarimento diffuso è un fatto appurato, figlio anche di un tempo lungo negli anni in cui si è criminalizzata quasi esclusivamente la velocità eccessiva come primo e unico male anche se, probabilmente, quando uno guida veloce sta più concentrato su quello che fa rispetto a chi viaggia cazzeggiando e con la testa tra le nuvole comunque procedendo a passo di lumaca.

Non va bene pestare troppo, sia chiaro, ma l’educazione alla guida sicura non è garantita dai limiti di velocità che in molti casi sono praticamente impossibili da rispettare, i 30 ma anche i 20 in molti Comuni d’Italia. E non è vero che chi va piano vada sempre sano e soprattutto lontano. Deresponsabilizzando chi guida lo si induce a commettere mille infrazioni senza che si renda conto che poi le riproduce anche ad andatura più alta e quindi più pericolosa. Si amplia la non attenzione, con piedi e mani che manovrano e il cervello che rimugina altro. Se l’auto sta in strada, se pensa essa a tutto, perché mai io dovrei preoccuparmi di proteggere un bambino a bordo da casa a scuola e perché mai dovrei badare a un bambino che può restare chiuso in vettura? Che montino un sistema automatico che mi avvisi, che inventino un sistema che allacci automaticamente le cinture ai più piccoli. È il minimo con quello che costano le auto oggi…

E ci puliamo la coscienza.