Sulla stampa quotidiana viene dato giusto risalto ai risultati del progetto Gite scolastiche in sicurezza nato di concerto tra la polizia di Stato e il Ministero dell’Istruzione. In nemmeno due mesi sono stati ispezionati 2.051 pullman (1.135 su richiesta delle scuole) destinati alle gite scolastiche col risultato che ben 462 presentavano delle irregolarità, in pratica quasi uno su quattro.Un dato più agghiacciante che preoccupante, venuto a galla sull’onda di troppi incidenti capitati nell’ultimo anno con l’ultimo, quello in Spagna e gli studenti dell’Erasmus, ancora molto vivo in tutti noi.Che il problema sia molto grave lo dicono i numeri, ma i lettori di Quattroruote sanno che questa è stata una battaglia portata avanti anni fa nel disinteresse generale dell’opinione pubblica e di chi di dovere. Le scuole, va rimarcato, hanno pochi soldi, così cedono alle offerte più a buon mercato lasciando campo aperto a troppi furbastri di bassa lega che sfruttano la situazione per ingaggiare autisti mediocri e mezzi ormai fatiscenti.Ma lo spinosissimo tema delle gite scolastiche è addirittura marginale rispetto al problema quotidiano degli scuolabus, altra battaglia portata avanti da Quattroruote sotto la mia direzione e anch’essa spesa abbastanza invano.I genitori infatti, e in assoluta buona fede, affidano i loro figli ad autisti spesso in pensione e pure molto avanti negli anni costretti a condurre dei mezzi per nulla a norma, spesso anche datati di coperture al limite della decenza. Il tutto senza il minimo controllo a bordo con ragazzini senza cintura, liberi di scorrazzare per la corriera e assolutamente non protetti in caso di malaugurato incidente.L’errore grave è allora quello di essere convinti che lasciare i figli all’interno dello scuolabus sia equivalente ad averli sistemati a scuola. Ma non è così. Quel percorso è ricco di insidie e quando accade un incidente le conseguenze sono spesso molto serie.Come ovviare a tutto ciò? Siamo sempre allo stesso punto: così come le caldaie non a norma (caratteristica comune a tante strutture pubbliche) generano una montagna di polveri sottili di cui s’incolpano in toto le automobili – ma mai nessuno che si chieda perché d’estate a parità di traffico il tema delle polveri sottile sparisce – altrettanto succede con i mezzi di trasporto non a norma. Mancano i quattrini e si chiudono entrambi gli occhi. Salvo gridare al lupo al lupo quando accade un disastro e ci sono vittime.