Questo argomento non è nuovo in questo blog, ma ho la sensazione che col passare degli anni le cose invece che migliorare peggiorino.

Dunque, ho passato la vita a macinare strada al ritmo di un commesso viaggiatore, e guidando per mia fortuna vetture di sempre nuova generazione mi gusto tutti gli ausili alla guida che trovo a bordo.

Tra questi c’è l’indicatore di velocità massima ammessa nel tratto di strada che sto percorrendo, la riproduzione sul cruscotto del cartello segnalatore rilevato dalle telecamere di bordo che giorno dopo giorno diventano sempre più attente e precise. Non è un avviso da poco, perché permette di evitare di prendere multe oltre che a rispettare il codice della strada.

Ebbene, con puntualità sorprendente per velocità e precisione, ogni qualvolta il veicolo incontra un segnale stradale ecco che appare la velocità ammessa, poi però accade che il limite rimanga segnalato anche quando questo è cessato. Per la logica del computer non serve un nuovo cartello di avviso perché automaticamente l’auto rimette il limite precedente a patto che sia apparso il cartello bianco sbarrato che indica la fine del tratto aperto dal segnale precedente.

Così in autostrada ci si trova a incontrare segnali dei 50 oppure 80 km orari e l’indicatore mantiene il limite anche quando si può tornare a 130 con tutto il traffico che viaggia veloce, così chi è rispettoso o ligio diventa un ostacolo mobile se viaggia ancora con la precedente indicazione.

Ovviamente il problema diventa frequente anche sulle statali e ancor più in molte strade provinciali, e questo la dice lunga sul disinteresse di chi si dovrebbe preoccupare di organizzare la circolazione. Costa tanto un cartello in più, o piuttosto è soltanto pigrizia di chi opera sulle strade?