Ho molti amici che sono stati campioni del volante, che avevano e hanno ancora un controllo dell’auto strepitoso anche a dispetto dell’età, che avevano un coraggio esagerato nella guida ma che sanno ben poco di tutto quello che c’è su un’auto di oggi. La usano come hanno sempre fatto, e a loro basta.

Se gli parli del veleggiamento che su una vettura moderna può far risparmiare mezzo litro ogni 100 km con la semplice alzata del piede dall’acceleratore ti guardano come li stessi prendendo in giro e quasi sempre aggiungono ridendo che loro, per principio, il piede non l’alzano mai.

Ovviamente non è vero perché è gente che, pur avendo corso e vinto per anni, su strada non commette stupidaggini, la loro assicurazione gode della classe di merito migliore e le loro vetture non hanno mai segni di sgradevoli strisciate contro muri o in parcheggio.

Però si rifiutano di sfruttare tutte quelle opportunità a bordo che un’auto moderna può offrire oggi (uso del cruise control a parte). A loro paiono non interessare i comandi vocali, la ricerca più fine sul navigatore satellitare legata ad esempio ai punti di interesse, non collegano mai il telefonino alla vetture e usano l’infotainment come se fosse la vecchia autoradio all’insegna del come si sente si sente.

A volte mi diverto a provocarli su tutte le opportunità che non sfruttano, ad esempio di come passare a seconda dei momenti dalla situazione sport piuttosto che confort o eco: messa una modalità non la cambiano più. Sono pigri, legati a una maniera di guidare di mezzo secolo fa: questo propone l’auto di base e io la guido al meglio, senza cambiare nulla, senza informarmi di nulla.

Eppure possiedono vetture sempre all’avanguardia e spesso molto potenti. Se parli loro delle prestazioni a volte persino esagerate delle auto elettriche si mettono a ridere e quando si parla di un amico comune che ha appena preso una Porsche Taycan che oltre ad essere bellissima è anche velocissima, liquidano la cosa con: «Perché Alessandro è vecchio» anche se sanno benissimo che è un loro coetaneo.

Con questo sono veri innamorati dell’automobile, le loro vetture sono sempre piuttosto nuove e le trattano benissimo. Gente che è cresciuta con il sogno di mettersi alla guida e appena possibile di correre, poco importa se in pista o nei rally, e ancora l’argomento corse li appassiona ed è sempre ricorrente. Diversi hanno anche in garage una o più auto d’epoca che collezionano con amore e che guidano così come fanno con le auto di tutti i giorni: freno, acceleratore e basta così. Soltanto al cambio automatico si sono adattati perché lo trovano comodo. Inutile insistere che ci sono molte modalità da sfruttare a bordo altrettanto comode. Tirano su le spalle e rimangono testardi della loro idea.

Piloti, che gente! diceva Enzo Ferrari.