Rispondete sinceramente: quando comperate un’auto la scegliete prima di tutto perché vi piace o perché racchiude il meglio in quanto ad affidabilità, meccanica, prestazioni o tecnologia? Ci sarebbe anche il caso del “perché fa figo” ma di questo parleremo un’altra volta. Insomma siete razionali o emozionali?

La storia è vecchia, ma l’ho vissuta abbastanza da vicino poco tempo fa quando un mio parente, peraltro appassionato di auto, ha dovuto sostituire la seconda vettura di casa. Quella ufficialmente per la moglie, ma anche quella di uso più comune nel quotidiano.

Siccome una delle sue figlie è felice proprietaria di una Suzuki Swift, ha pensato a questa scelta. Lui voleva un’auto a benzina e con il cambio automatico e in casa Suzuki questa possibilità c’era unita anche al motore ibridizzato.

L’auto da sostituire era però una Peugeot 208 con già 9 anni sulle spalle che aveva fatto benissimo il suo dovere, vettura di cui era stato un proprietario felice. Chi lascia la strada vecchia per la nuova… era il suo cruccio.

Si è allora mosso come ormai fanno un po’ tutti. Si è documentato sulle due vetture e poi è andato per concessionarie in regione (lui abita nel nord-est). E alla fine si è trovato con in mano i due preventivi migliori e due test di guida che lo avevano appagato. Ma anche con una notevole differenza di costo, con 4 milioni di differenza nella cifra da aggiungere oltre al valore della permuta.

Si trattava adesso di scegliere perché la nuova Peugeot lo attizzava molto dal punto di vista estetico, mentre la Suzuki lo attirava perché costava molto di meno ed era stato rassicurato da altri clienti che già la possedevano per la qualità di costruzione e la sua affidabilità.

Si è rivolto anche a me per un consiglio e io, come ormai faccio da una vita, gli ho detto di prendere quella che gli piaceva di più perché altrimenti avrebbe sempre avuto dei rimpianti. Risposta che mi viene spontanea ogni volta che la scelta mette a confronto due vetture sostanzialmente equivalenti per livello, prestazioni, abitabilità e destinazione d’uso.

Alla fine si è fatto guidare dall’occhio (il suo, che è poi quello che conta) e ha scelto di spendere 4 milioni in più. Probabilmente un altro al suo posto sarebbe stato più razionale e avrebbe fatto la scelta opposta. A mio parere non sbagliando nessuno dei due.

In quest’ottica anni fa la Fiat aveva fatto una scelta precisa dividendo la sua gamma su due grandi linee, quella razionale (Panda, Doblò, Freemont, Tipo) ed emozionale (Fiat 500 e sorelle maggiori) con grande soddisfazione dei concessionari e dei clienti.

Ma eccoci alla domanda di questa settimana, che ripeto esclude la terza soluzione cioè quella di comperare l’auto per apparire verso gli altri (parenti, amici, conoscenti, estranei) che è un argomento già dibattuto e su cui magari un giorno ritorneremo: voi date più peso al complesso automobile oppure al gusto automobile, gli organi o la faccia? Siate sinceri, se ci riuscite.