Diciamolo pure: le automobili sono sempre più sicure e veloci, consumano di meno e sono tecnologicamente all’avanguardia. Eppure il rumore di fondo è che si rimpiangono le vetture di ieri. La pensate anche voi così, e perché?

Accade a me, ma succederà anche a voi di sentire guidatori sempre più scettici verso la produzione attuale e per contro presi da una nostalgia persino esagerata verso automobili superate in tutto e per tutto eppure rimaste nel cuore.

È soltanto una questione legata a giorni più felici, a un’età che ci vedeva più giovani, a ricordi ed emozioni che con il passare del tempo non si rivivono più, oppure c’è della sostanza dentro un rammarico per una produzione che il progresso rende velocemente obsoleta?

Il pensiero che va per la maggiore è che le auto di oggi servano soltanto per il trasporto da un punto all’altro e non per il piacere della guida. È vero? In parte può essere perché in ragione di una sicurezza aumentata ne ha sofferto il peso della vettura . Tutte le auto di oggi, fatte le dovute proporzioni nei vari segmenti, sono più grosse e più pesanti delle loro omologhe di 10, 20 o 30 anni fa. Ma è vero anche il contrario, cioè che chi comperava le auto in passato cercava delle risposte che adesso non cerca più. Probabilmente siamo noi che giorno dopo giorno intendiamo l’uso dell’auto per spostarci da un punto A a un punto B e non chiediamo nulla di più di un servizio da taxi di proprietà. Il traffico crescente, i limiti di velocità, di sosta, di ingressi nei centri storici e tutto quanto ne consegue ci chiedono un tipo di guida e una voglia di confort a bordo perché stiamo più tempo al volante per percorrere una tratta che mal si adatta alle auto di ieri. I costruttori lo sanno e s’industriano per mettere sulle auto tutte quelle cose che rendono più comodi gli spostamenti. Le basse velocità distraggono? Ecco gli aiuti alla guida più disparati. L’affollamento sulle strade aumenta il rischio di tamponamenti? Ecco i sistemi di frenata assistita oppure il distanziamento auto controllato. Vogliamo evitare i danni alla carrozzeria in manovra? Ecco i sensori e le telecamere.

La lista delle esigenze si accumula perché tutto oggi è facilitato. Vi alzereste ancora dal divano per regolare la sintonia oppure scegliere un canale differente sul vostro televisore rinunciando al telecomando? E il telefono fisso appeso al muro dell’ingresso? Sono provocazioni, ma se ci pensate nell’ultimo mezzo secolo il grande progresso è andato nella direzione di facilitarci ogni cosa, di metterci a porta di mano qualsiasi operazione. Poteva restarne fuori l’industria automobilistica? No, certo che no, ma quando s’imbocca questa strada, consciamente o inconsciamente, si pretende sempre di più. I vetri devono essere comandati elettricamente, gli specchietti devono poter essere comandati dall’interno non fosse che per non bagnare la giacca quando piove, l’aria condizionata deve funzionare, ma siccome tutti non l’apprezzano allo stesso modo si deve poter accontentare ciascun occupante. Non vi annoio con un elenco che non finisce mai, però vi assicuro che chi progetta un’auto oggi deve risolvere i problemi più disparati che il potenziale cliente esige. Soluzioni che molti apprezzano e tante altre cui non bada più nessuno perché ci ha fatto l’abitudine. Per esempio io da mezzo secolo frequento la città di Trieste, arrampicata sulla montagna per quanto si affacci sul mare. Ricordo benissimo le code ai semafori con le ripartenze in salita: quanta gente imprecava e sudava con il freno a mano attivato e la frizione da rilasciare. Adesso ripartono tutti benissimo e nemmeno si rendono conto che in automatico la vettura pensa a tutto. Una baggianata direte: ma provate a ritornare indietro e capirete la differenza.

Un comando in più, un po’ di peso in più; mille comandi in più e tanti chili in più.  Botte piena e moglie ubriaca non è possibile, però rimpiangere le auto di eri è facilissimo. E fa anche un po’ intenditore, non è vero?