È incredibile come ci sia stata un’automobile estremamente all’avanguardia e prodotta in grandi numeri passata nell’oblio della memoria di tutti e mai scoperta anche a suo tempo da molti appassionati dell’auto.

Mi è venuto in mente questo perché si sono celebrati adesso i 40 anni da quando al Salone di Ginevra arrivò sulla scena l’Audi Quattro che ha segnato la storia e sbalordito il mondo. Della Quattro sappiamo tutto ed è giusto che sia così per come ha saputo cambiare il modo d’intendere la guida, però non è stata la prima vettura non fuoristrada e di grande produzione ad avere le quattro ruote motrici, e peraltro nemmeno la prima a competere nei rally internazionali con questo tipo di trazione.

Già nel 1972 la Subaru sfoderò la sua Leone, modello di punta della casa giapponese fino al 1989 e presente sul mercato dal 1971 al 1994, montando la trazione sulla quattro ruote sulla versione station wagon, poi dal 1975 anche sulla versione RX, quella più sportiva, aggiungendoci pure i quattro freni a disco precorrendo così i tempi nella terra del Sol Levante.

Aveva motori di cilindrata contenuta, all’inizio fino a 1400 e poi fino a 1800, sempre boxer, e la squadra ufficiale, quella che negli anni diventerà leggendaria con le Impreza nelle mani di McRae e Burns, ha partecipato a prove del mondiale rally del 1980 al 1989, iniziando quindi un anno prima della Quattro Audi che ha debuttato soltanto nel 1981.

Riguardo le corse, non posso dimenticare la mia emozione al via del Safari Rally del 1982 quando al volante di una delle quattro Subaru Leone 4WD ufficiali c’era nientemeno che il grande Vic Elford, tornato a gareggiare per l’occasione. Non credevo ai miei occhi, perché era stato un mio idolo in gioventù. Già, “Vic the quick” (Vic il veloce) per chi non lo sa, è stato un campione formidabile per la sua capacità di correre non importa dove e non importa su che cosa sempre impressionando per la sua ecletticità. Un esempio: nel 1968 corre il rally di Montecarlo con la Porsche 911 e lo vince, poi la settimana dopo va alla 24 Ore di  Daytona e la vince con la Porsche 907, stessa vettura che un mese porta al secondo posto alla 12 ore di Sebring, quindi va alla Targa Florio le vince dopo aver recuperato 18 minuti persi per una foratura, quindi vince alla 1000 Km del Nurburgring e si ritira a due ore dalla fine quando è al comando della 24 Ore di Le Mans. Non bastasse a luglio lo fanno debuttare in F1 con una improbabile Cooper T86B che non si riusciva nemmeno a qualificare e la porta al quarto posto tra l’incredulità generale.

Vic Elford e Chris Bates al Safari Rally 1983 con la Subaru Leone 4WD

Insomma era un mio mito, e vederlo su quella Subaru numero 18 (tornerà nel 1983 con il n.19) mi emozionò e mi fece anche una grande tristezza perché non aveva alcuna speranza con i grandi specialisti al via. Bene il già vecchio Vic lottò con loro nelle fasi iniziali, prima di un’uscita di strada che tolse dalla corsa la sua Leone RX di cui non si erano mai apprezzate prima le grandi potenzialità.

Scusate la deviazione molto nostalgica, però quello che conta è che dei vari modelli della Leone si è saputo sempre troppo poco: però chi giapponesi con le berline 4WD erano arrivati prima dei tedeschi va loro riconosciuto. Anche nei giorni in cui si festeggiano i 40 anni dell’Audi Quattro.