Nei giorni scorsi hanno fatto il giro del mondo le terrificanti immagini dell’incendio che si è sviluppato in Florida in una zona erbosa dove erano parcheggiate migliaia di vetture delle società di autonoleggio all’aeroporto di Fort Myers. Ovviamente c’è di mezzo il solito malefico Coronavirus perché di solito le auto sono in giro per le strade americane, invece adesso sono tutte accatastate  praticamente una addosso all’altra perché il servizio è fermo. Non si viaggia e non si noleggia, questo è noto a tutti. Quasi tutte le vetture avevano carburante a bordo le esplosioni si sono inseguite una dopo l’altra. Il conto finale parla di 3500 veicoli andati distrutti mentre altre 3800 vetture sono state salvate dal pronto intervento degli elicotteri dei pompieri che hanno scaricato dall’alto tonnellate d’acqua.

Il calcolo dei danni non è ancora stato fatto ma si parla di cifre ingenti perché le vetture erano tutte fresche (ormai gli autonoleggi le sostituiscono ogni sei mesi) ma nella disgrazia le assicurazioni faranno la loro parte, pur con i molti distinguo che verranno sollevati per verificare se i mezzi erano stati sistemati correttamente. Inoltre sarà un parco tutto da rimettere insieme per quando si tornerà alla vita normale, e questo significherà per i costruttori vendere auto nuove e per i dealer togliersi di mezza una bella fetta di auto usate concorrenti che a breve sarebbero arrivate sul mercato.

Il problema grosso rimane invece lo stoccaggio di auto usate che i concessionari si trovano adesso in casa e che con il prolungarsi della pandemia invecchiano perdendo valore. Me lo raccontava un amico che di concessionarie ne ha più di una e che oltre a non vendere auto nuove, perché in questo periodo è proibito immatricolare, si ritrova con quasi un migliaio nei cortili.

«Ogni vettura immatricolata che invecchia – mi diceva – perde almeno l’uno per cento del valore per ogni mese che passa, oltre al danno che procura un parco auto fermo che significa denaro che non gira. Ti assicuro che spero di festeggiare leccandomi le ferite, perché l’alternativa per tanti di noi sarà quella di saltare per aria. Sono troppi i soldi ammassati in quei parcheggi. E non ci sono assicurazioni che ci proteggono in questo caso. Magari bruciassero…»