Nello scorso fine settimana ho usato la Renault Captur e mentre mi destreggiavo nel traffico, al di là del piacere della guida che stavo provando perché le auto di oggi vanno davvero bene e per mandarle fuori strada bisogna proprio mettersi d'impegno, mi è venuto da pensare all’incredibile potenza che c’è di questi tempi sotto il cofano anche quando i motori sono piccoli e le vetture di per sé non hanno pretese da bolidi.Ma sì, il milledue turbo pareva infischiarsene della tonnellata e mezzo, passeggero compreso, che si portava a spasso e così ho ragionato sulla sua potenza: 120 CV che sono poi quei 100 CV litro che un tempo erano una prerogativa dei più potenti motori da competizione. Insomma, quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali per cantarla con Paolo Conte, e tornavo alla mia gioventù quando ci esaltavamo per i 58 CV delle A 112 Abarth che ci parevano dei bolidi da non dormirci la notte. Pensavo anche alla mia Fulvia HF 1600 fanalone che in versione Gr.3 da gara passava a fatica i 100 CV ma al volante della quale mi pareva di volare (e qualche volta sono anche volato, ma questa è un’altra storia).Oggi l’unità di misura è differente, e siccome parlare di potenze e prestazioni è politicamente scorretto, non si dà più peso a queste caratteristiche preferendo parlare di comodità o di consumi contenuti, di bauli capienti o di tetti panoramici. Invece, anche se pare che si vergognino a dirlo, i fabbricanti d’auto compiono continuamente dei veri miracoli perché, in barba al peso crescente dei veicoli, riducono via via le emissioni e propongono vetture sempre più performanti ma non nell’alto di gamma, dove sarebbe peraltro quasi scontato, bensì sulle vetture fascia bassa, quelle più popolari e più diffuse, con il fine di renderle  scattanti nei sorpassi (manovra che tanto più sicura quanto si risolve in fretta) e sbarazzine nelle situazioni di traffico; togliendo alla guida quell’effetto sonnifero generato dal viaggiare a rilento nelle strade congestionate.Il progresso non si ferma mai, realizzavo con un retrogusto piacevolissimo, ed è importante che questo avvenga senza che ci sia il bisogno di sbandierarlo. Accade con tutto quello che ci circonda e trovo la cosa eccitante, l’unico vero antidoto alla nostalgia che di solito attanaglia quelli come me che sono entrati da troppo tempo negli anta.