Le auto non uccidono, i guidatori sì. Questa regola sta alla base dei dati ufficiali: il 94% degli incidenti stradali viene addebitato a chi è al volante. Ma è anche una foglia di fico che spesso protegge altre manchevolezze gravi, dai segnali stradali mal tenuti, a fondi sconnessi e a curve mal disegnate.

È di pochi giorni fa la tragedia dove ha perso la vita un promettente giocatore di una squadra di basket delle giovanili della Virtus Bologna. Il ragazzo, dopo una partita stava tornando di sera con i genitori quando si è spalancata davanti all’auto una voragine sulla strada e la vettura è stata inghiottita.

La strada era interrotta sia per chi veniva da Bologna che per chi veniva da Ferrara. Nel primo caso, oltre ad alcuni cartelli che indicavano i lavori, a margine dello scavo c’era una recinzione metallica poi un terrapieno. Nell’altra direzione, da dove proveniva la famiglia, il terrapieno non c’era e non c’era mai stato. Anche qui ci doveva essere una recinzione metallica a delimitare la buca, la recinzione, però, è stata trovata dai carabinieri di Ferrara non al suo posto ma a bordo strada, e ora è stata sostituita con un’altra recinzione, nuova, che, però, è stata posizionata ben prima dello scavo e non solo a limitare la buca.

Ora, è vero che il guidatore doveva fermarsi, ma se con il buio di compare davanti un baratro non segnalato è difficile evitarlo. E di incidenti causati da cartelli mal posizionati, consumati dal tempo, coperti da altri ostacoli (frasche, cartelloni…), da segnali di stop o strisce pedonali con la vernice che non si vede più, a volte anche spartitraffico improbabili spesso combinati a dissuasori fuori dalle regole sono ricche le cronache.

Purtroppo dietro il fatto che la colpa è sempre di chi guida, troppi altri attori della sicurezza stradale non compiono il loro dovere fino in fondo. E qui, a parere di chi scrive, s’indaga e si punisce troppo poco. Le multe implacabili degli autovelox arrivano puntuali, ma le sanzioni per chi ha sistemato male una buca, per chi ha lasciato un cartello stradale piegato dopo un urto senza mai raddrizzarlo oppure per chi non risistema un guardrail che magari ha una lama esposta che può essere fatale per un malcapitato motociclista non arrivano mai.

Le stesse automobili ultra sicure di oggi presentano un verso negativo: rendono la guida troppo facile. Oggi manovrare il volante è un gioco da ragazzi se a bordo ci sono cambio automatico, servosterzo, freni antibloccaggio e sistemi di controllo della stabilità, solo per parlare degli ausili più importanti. Controllare un mezzo è diventato molto più semplice che imparare a suonare il pianoforte, strimpellare la chitarra, prendere la licenza media. Così si possono fare tante altre cose. Un dato agghiacciante sta circolando: nel 37% dei casi di incidente un telefono sarebbe stato in uso in uno dei veicoli 5 secondi prima dell'impatto. E ben poco si può fare se chi è al volante abusa di telefonino in mano, alcol o droghe.

Però non può diventare un buon motivo per non garantire anche la sicurezza passiva sulle strade. La carenza principale è dovuta alla mancanza di protezione degli ostacoli fissi, quali muri nelle gallerie, biforcazioni, caselli di pedaggio, piloni e terminali di barriera. Anche i viali alberati sono molto frequenti, ma, in caso di sbandamento del veicolo, risultano estremamente pericolosi, se non adeguatamente protetti da barriere laterali. Stesso discorso vale per le biforcazioni stradali che spesso sono sprovviste di attenuatori frontali in grado di assorbire l’energia del veicolo nel momento dell’impatto. Analizzando i dati ISTAT, le strade con il tasso più elevato di incidentalità sono quelle extraurbane, e proprio il 10% degli incidenti più tragici avviene per sbandamento contro ostacoli stradali non protetti. ANAS, regioni, comuni: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Troppo facile sistemare, spesso in maniera molto provvisoria, un cartello col limite di 5 chilometri orari e poi lasciarlo lì per mesi senza risolvere il problema che c’è sulla strada. I soldi che provengono dalle contravvenzioni sarebbero lì per questo. Basterebbe usarli.