Il rimpianto dei venditori di auto è sempre più forte: perché quello che un tempo era chiamato il capofamiglia non decide più lui il modello di auto da acquistare? Sembra sia passato un secolo da quando era così, invece è una tendenza che si è fatta sempre più regola con il nuovo millennio. Il marito magari firma il contratto, ma la tipologia di vettura, il modello stesso, fino anche il colore, è sempre più il risultato di una trattativa allargata dove moglie e figli hanno un peso decisivo che spesso arriva a picchi esagerati nell'autosalone.

Se passate da una concessionaria e vi informate, vi daranno tutti la stessa risposta. Si salvano soltanto i single, va da sé, soprattutto quelli più giovani e che già hanno un lavoro che gli assicura i quattrini per non chiedere aiuti (con annessi consigli non richiesti) ai parenti.  Quelli under 40 sono anche i più amati dai venditori: arrivano quasi sempre preparatissimi e non hanno mai ripensamenti. Sanno quello che vogliono comperare e vanno diritti al sodo senza perdere, o far perdere, tempo.

Tutto diverso nel caso di quelli che vengono accompagnati dalla moglie – e pure viceversa, sia chiaro - o anche da uno o più figli. L’auto in pronta vendita, perché è già in casa, si piazza piuttosto bene a chi arriva da solo e si fa convincere dell’affare in quanto al risparmio di tempo si aggiunge spesso qualche sconto in più. E questo vale sia per l’uomo che per la donna, ma non è mai così se i due sono assieme perché poi uno deve sempre obiettare: la tinta non è quella giusta, gli optional già montati non vanno bene, i cerchi o sono troppo grandi oppure si volevano quelli più grandi, e così via. Per non parlare poi dell’infotainment a bordo, che è esagerato o troppo parco, perché manca Android Auto oppure Apple CarPlay, perché sull’auto di un amico ci sono più prese USB, perché manca il DAB oppure che cosa me ne faccio del DAB.

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Piazzare un’auto diventa allora un tormento, spesso con discussioni che partono da un piccolo particolare e poi degenerano su problemi molto personali e probabilmente irrisolvibili, almeno non sul momento. Ed è lì che i vecchi venditori cominciano a sospirare spazientiti. Ricordano immancabilmente com'era facile la loro professione quando il marito arrivava, sceglieva la sua vettura e poi tornava a casa e la faceva vedere a tutta la famiglia, spesso con contorno dei vicini, in un tripudio di meraviglia e di complimenti. Era un po’ come la sorpresa nell’uovo di Pasqua al cui pathos non si rinuncia mai pur sapendo che quasi certamente sarà robetta da niente. Restava una festa, è diventata una battaglia.