Ho letto un interessantissimo report (non pubblico) sugli incidenti stradali in Italia realizzato per un pool di assicurazioni, e tra le righe ho trovato una causa di incidenti cui mai avevo dato peso e che pure risulta molto in evidenza al di là delle solite ben note voci come la distrazione, l‘eccesso di velocità, l’alcool oppure l’uso di droghe.

Si tratta di quei sinistri che sono provocati da quelle manovre del prossimo che chi è al volante non si aspetta. Un esempio tra i tanti: quelli che frenano inaspettatamente perché si prendono paura, perché armeggiano con qualcosa mentre sono alla guida, perché salutano qualcuno a lato della strada e così via: un elenco lungo e variegato che di solito non richiama l’attenzione. Non errori propri, dunque, ma innescati dagli altri.

Già, non ci avevo mai badato però ho aperto gli occhi e mi sono venute in mente molte situazioni in cui alla guida ho rischiato il tamponamento o anche l’impatto maldestro per colpa di chi davanti o al mio fianco mi ha messo in difficoltà.

Così ho ripensato al caso estremo del famoso tamponamento di Schumacher a Coulthard nel Gran Premio del Belgio a Spa nel 1998. Per chi non ricorda i fatti, successe che nel rettifilo in discesa verso Pouhon: mentre Schumacher stava per doppiare Coulthard, la McLaren dello scozzese rallentò bruscamente su un tratto molto bagnato e il ferrarista, uscito dalla curva in piena e con la visibilità ridotta per via dell'acqua generata dalle ruote della vettura dello scozzese, la tamponò rovinosamente.  Cinque anni dopo Coulthard ammise: "La realtà è che ho rallentato troppo per lasciarmi passare, ma sono diventato un vero ostacolo in traiettoria: una manovra così non dovresti mai farla, non la farei mai adesso”.

Questo è un caso limite perché in corsa i piloti, anche con scarsa visibilità, non possono stare lontano da chi li precede altrimenti mai potrebbero operare dei sorpassi, pertanto viaggiano a piede giù anche con scarsissima visibilità contando e aspettandosi che quelli davanti compiano precise manovre in precisi momenti.  Se però uno frena là dove non dovrebbe succedere (in pieno rettilineo nel caso citato) l’impatto diventa inevitabile.

Ecco, tutti i giorni e non importa su quali strade, dalle vie del centro città alle autostrade più veloci, accadono situazioni simili (chi frena quando non deve, chi scarta all’improvviso per schivare una buca sull’asfalto) e spesso si verifica il patatrac. Rimedi, oltre allo stare sempre vigili, non ne conosco. Però adesso che i numeri dei sinistri mi hanno aperto gli occhi sono più preoccupato.