Adesso che le prove sono finite e si farà sul serio nel primo Gran Premio della stagione, è già tempo di primi bilanci. Quattro lunghe sessioni di test su tre differenti circuiti in Spagna hanno messo in fila dubbi e certezze: si sa, per esempio, che le quattro squadre più accreditate saranno davvero in grado di battersi al più alto livello, si sa anche che mediamente l’affidabilità è molto alta e pure che sul giro secco anche Williams e Sauber potrebbero dire la loro.Dati confortanti, insomma, per chi spera in una F.1 livellata in alto e con buoni motivi per gli appassionati si mettersi davanti al televisore per vedere come andrà a finire. Quello che invece non si è capito bene è se qualcuno ha barato (in senso buono) oppure no. E qui stanno le vere incertezze della vigilia.Che la McLaren fosse velocissima lo si era anticipato su questo blog in tempi non sospetti perché le informazioni arrivavano da chi se ne intende ed era presente a Valencia. Nessuno però s’immaginava un Button così vicino nei tempi al formidabile Hamilton e questo è un bene perché ci sarà tanta incertezza in più essendo il neo campione del mondo uno di solito molto produttivo in termini di punti, di costanza e di strategia sul lungo termine.Che la Ferrari fosse ad altissimo livello pure lo si era capito subito. Il passo è sembrato subito eccellente e anche se col passare delle sessioni di prova la superiorità si è un po’ affievolita, di sicuro le prestazioni della monoposto 2010 sono ben differenti da quelle deludenti dell’anno passato.Ottima, come si prevedeva, anche la Red Bull, ma con qualche ombretta che non farà dormire sonni tranquilli ai suoi due piloti, Vettel e Webber, perché l’affidabilità è parsa la meno efficace del gruppo delle quattro big.Infine la Mercedes, la squadra con più occhi addosso e con più misteri. Di test in test la prestazione è continuamente migliorata: i tempi si sono avvicinati a quelli dei migliori e l’affidabilità è parsa al solito al più alto livello. La sensazione di troppi osservatori attenti è però che Ross Brawn non abbia scoperto tutte le carte. Ogni volta che ci si aspettava un’uscita in pista a serbatoi vuoti per fare il tempo veniva sostituita da un test con carburante a bordo e il famoso retrotreno provvisorio è rimasto tale fino all’ultimo giorno. In Bahrein ci sarà davvero quello nuovo? E se sì, sarà efficace come quello di un anno fa? Ecco, il tarlo che buca i cervelli dei tecnici rivali si è già messo al lavoro e non lascia tranquillo nessuno. In più il vecchio Schumi non ha palesato cedimenti alla fatica, il suo ritmo di gara è parso quello dei bei tempi che furono e la parola finale rimarrà legata al mezzo che guiderà. Con quello visto in Spagna sarà sicuramente della partita, ma se sarà un pelo più sviluppato potrebbero invece essere dolori, e in fondo la vera curiosità sta tutta qui: la vera chiave per sapere se sarà un campionato equilibratissimo come tutti auspicano o sfacciatamente squilibrato come un anno fa. E forse Brawn e Schumi lo sanno già.