Comperarsi una cabrio d’occasione per godersi l’estate in giro per il Belpaese, e poi rivenderla mettendo in conto una perdita massima di 2000 euro tra passaggio di proprietà e massima svalutazione. Ecco una storia vera, tutta da leggere e poi commentare.

I FATTI. Un mio conoscente viene a sapere che c’è un privato che ha una magnifica Audi A5 cabrio diesel del 2012 blu con gli interni marrone, perfettamente conservata e con nemmeno 100 mila chilometri, e la vuole vendere senza sostituirla con un'altra vettura perché già possiede due ulteriori automobili. Chiede 15 mila Euro che è un po’ meno della valutazione media dell’usato in offerta sui siti specializzati. Venditore e possibile compratore s’incontrano e si piacciono.

LA TRATTATIVA. Chi vuole vendere non vuole passare da una concessionaria perché sa che gli daranno molto meno di quello che chiede per poi rimettere l’auto sul mercato a più di quello che lui vuole. Ha provato anche con i siti specializzati in acquisto in contanti, ma gli offrono ancora meno che in concessionaria dove la prenderebbero in conto vendita.

Il compratore ha quei quattrini e l’auto gli piace proprio, oltretutto la considera una buona opportunità per togliersi una voglia che ha da sempre, quella di girare con una fascinosa berlina scoperta che mai si sarebbe potuto comperare per il suo costo da nuova. L’idea e di andare in giro per l’Italia, sfruttando possibilmente strade secondarie per gustarsi la vista di posti normalmente fuori dai suoi giri  abituali, borghi e piccoli centri comunque molto preziosi. Sa che viaggerà a velocità contenuta e fa conto che percorrerà a cielo aperto una ventina di chilometri con un litro di gasolio. Offre al venditore 14 mila Euro che immagina essere di più di quello che già gli hanno proposto, ma sa anche di essere sotto al vero valore di mercato. Si accordano su 14.300 Euro. In pratica si porta via l’auto a 15 mila ma compreso il passaggio di proprietà

LA STRATEGIA. Il compratore valuta che a ottobre metterà sul mercato l’auto appena comperata ipotizzando di accettare meno del suo valore anche se l’auto è davvero molto accattivante e ben conservata. È già mentalmente disposto a chiedere 15 mila ma anche di scendere a 14, alla peggio anche a 13. Insomma, ha valutato il suo piacere di togliersi la voglia di una vita accettando l’idea di un esborso massimo di 2 mila Euro, la metà di quello che lui e sua moglie spendevano mediamente ogni estate per una vacanza di quindici giorni in posti esotici. Oggi, con la pandemia che presenta sempre nuovi rischi, conta di evitarsi problemi di viaggi su mezzi pubblici, di eventuali quarantene, e anche di zone più o meno colorate. Alla peggio, ha pensato, girerò nella mia regione dove ci sono strade che non mi sono mai goduto e mi gusterò castelli o santuari che non ho mai visto nemmeno da fuori. Per pareggiare l’esborso degli altri anni ha messo a bilancio gli altri 2 mila euro per carburante, trattorie, e alloggi lungo la strada. Ma sarà in effetti una vacanza non di quindici giorni ma molto più lunga e fuori dai posti turistici più a rischio contagio.

Ha fatto bene?