Non bastava da solo il Coronavirus a mettere in crisi chi è già vecchio come il sottoscritto, perché adesso sono arrivate le Alfa Romeo Giulia GTA e GTam ad aumentare la depressione. Direte: ma che c’entra?

C’entra eccome, perché i due bolidi del Biscione mi attizzano proprio. Mi riportano alla mia gioventù quando ragazzo andavo a Imola e mi esaltavo per le GTA di Pinto, Giunti, Nanni Galli, Dini, Hoga che arrivavano tutte insieme alla curva della Tosa ogni volta con la ruota anteriore sinistra alta mezzo metro da terra.

Era uno spettacolo che ha contribuito tanto alla mia passione per le corse in auto e, anche se non ne ho mai guidata una in gara, ho avuto occasione di provare quella di un amico una ventina di anni fa, quando esplodevano le gare storiche in circuito. Avevo smesso di gareggiare già da molto tempo, ma fu un’esperienza indimenticabile pur con la complicazione di domare un mezzo tutt’altro che docile e con reazioni cui non ero più abituato.

Adesso, con l’arrivo di queste Alfa, cattive come più cattive non si può, la nostalgia di un passato già troppo lontano mi ha assalito e assieme alla voglia di matta di mettermi in quegli abitacoli mi ha ferito l’idea di non avere più la capacità di portarle al meglio delle loro possibilità come meriterebbero per essere valutate ed apprezzate appieno.

Ricordo quando provai a Torino sulla terra al Campo Volo la Delta S4 laboratorio sotto gli occhi attenti del grande Giorgio Pianta che lì, e pure alla Mandria, aveva consumato giornate su giornate di test. Fu un’esperienza terrificante perché quella vettura era davvero potente e quasi impossibile da controllare in molte situazioni. Eppure me la cavai non male, con un tempo di nemmeno 3 secondi superiore a quello del grande pilota tester di cui mi tengo cari i complimenti.

Ma oggi? Ecco il tarlo: se dovessi sfidare uno davvero bravo con una di queste due Alfa Romeo quanto sarei ancora capace di farmi valere? Poco, ne sono certo, e non immaginate quanto mi possa dare fastidio. Pane per i collaudatori del Centro Prove di Quattroruote che sono sempre esercitati e soprattutto che hanno messo su una confidenza assoluta con le auto attuali, piene di sofisticazioni per arrivare a prestazioni stupefacenti. So che cosa vuol dire essere allenati a cambiare vettura di continuo: ti permette di trovare in fretta il feeling già al primo contatto. Nel 1981 ottenni due vittorie assolute con le Porsche (Rally di Roma e Molise) e due secondi assoluti al Maremma (Ferrari 308) e alla Calzatura Marchigiana (Ascona 400), peraltro due rally persi rispettivamente per 12 secondi e addirittura un solo secondo. Senza averle provate prima, ma che importava?

Adesso so che non sarebbe più così e mi arrabbio. L’idea di disporre di una GTam, la versione più stradale delle Giulia, e farmi portare a spasso da essa anziché provare a darci dentro come meriterebbe mi avvilisce. Purtroppo contro il tempo, cronometro o vita che sia, sta diventando impossibile combattere.