Il limite di velocità sulle nuove Volvo, fissato ad un massimo di 180 kmh, non è un fine ma soltanto il primo passo di un piano che porterà i prossimi prodotti della Casa svedese a incrementare una volta di più la sicurezza sulle strade, una missione che da sempre caratterizza la marca. A breve, poi, dovrebbe arrivare anche il controllo della salute del guidatore per quello che riguarda il grado alcolemico che ha in corpo: un sistema che si spiffera infallibile, e che impedirà alla vettura di mettersi in marcia.

Più avanti invece si penserà  a qualcosa capace di limitare la distrazione alla guida. Gli studi sono piuttosto avanzati, ma il come fare è piuttosto complesso e richiederà ancora tempo. La messa a punto è di fatto fondamentale perché un sistema di controllo è efficace soltanto se perfetto mentre può rivelarsi un problema se avrà delle falle, e a Goteborg non vogliono correre rischi.

In sintesi i tecnici della Volvo si stanno occupando di  quelle che sono le tre principali cause d’incidenti: la distrazione alla guida, la velocità elevata e l’abuso di alcol e stupefacenti.

Sono partiti dalla velocità perché è probabilmente la soluzione più facile, tanto più che con il sistema Care Key il proprietario del veicolo può a suo piacimento impostare anche una velocità massima più bassa quando vuole cedere il veicolo ad altre persone (figli in caso di uscite serali, oppure persone di cui non si fida troppo e così via). Sono invece molto in ritardo sull’opzione stupefacenti, il cui controllo è molto più complesso rispetto all’alcol.

È giusto limitare la velocità massima, in questo caso a 180 orari? Il tema ha sollevato un vivace discussione tra molti miei amici e immagino che anche sul blog la si penserà in maniera differente.

Provo a suggerire due letture, una pro e una contro.

A favore dell’introduzione c’è una necessità del costruttore di non tradire la fiducia dei suoi clienti. Il problema connesso alla velocità, secondo l'analisi di Volvo, è che quando si superano certi limiti, i sistemi di sicurezza a bordo del veicolo e le infrastrutture intelligenti non sono più sufficienti per evitare conseguenze gravi e fatali in caso di incidente. Quindi tutta la fatica, gli studi, e le soluzioni trovate per ridurre le conseguenze dei possibili incidenti verrebbero meno.

Contro, c’è la privazione della libertà del cittadino una volta di più negata da decisioni esterne. Siccome si parla di 180 orari, qualcuno si chiede quale sia il limite oltre il quale si passa dal sicuro al pericoloso. Dovrebbe essere il guidatore a stabilire se sia più rischioso viaggiare a 230 all’ora sui rettifili delle autostrade tedesche oppure a 50 sulle strade statali con la nebbia fitta. In un mondo che pretende ogni giorno di regolare ogni cosa, e in tempi di pandemia lo stiamo vedendo bene, i concetti di libertà e di responsabilità sfumano sempre di più verso un regime di tipo socialista vecchio stampo. È un bene?